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Perché nacque il modo di dire 'vittoria di Pirro'?

Intorno al 281 a.C. i Romani miravano ad espandere la propria egemonia sull'Italia meridionale, nella quale fiorivano le città della Magna Grecia. La città di Taranto, consapevole della forza dell'esercito romano, chiamò in proprio soccorso Pirro, re dell'Epiro, regione della Grecia vicino alla Macedonia. Pirro sbarcò così in Italia per contrastare i Romani, forte di un esercito di 25000 uomini e 20 elefanti.
Il primo scontro con i Romani avvenne nel 280 a.C ad Eraclea, in Lucania e vide la sconfitta dei Romani che persero 7000 soldati, mentre Pirro ne perse 4000.
Pirro avanzò verso Roma e l'anno seguente, nei pressi di Ascoli Satriano, si scontrò nuovamente con i Romani. Vinse ancora, infliggendo 6000 perdite ai Romani ma subendo in proporzione perdite talmente alte (3500 uomini), da essere costretto a riparare in Sicilia con l'esercito, senza avere la possibilità di assalire Roma e vedendo sfumare ogni suo proposito intimidatorio. Si dice che al termine della battaglia Pirro esclamò "Un'altra vittoria così sui Romani e sarò rovinato".
Per questo fu coniata l'espressione "Vittoria di Pirro" per identificare una vittoria ottenuta a caro prezzo che non porta a vantaggi concreti.

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