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Perché una nube vulcanica può mettere in ginocchio un intero continente?

L'eruzione esplosiva del vulcano Eyjafjallajökull, in Islanda, non è certo la prima né tanto meno la più violenta della storia. E' balzata però all'onore delle cronache come una delle più "distruttive" dal punto di vista economico, per l'Europa e non solo. La presenza delle ceneri vulcaniche nei cieli ha avuto infatti come conseguenza la chiusura dello spazio aereo e della gran parte degli aeroporti del Vecchio Continente. Ma per quale motivo la nube vulcanica è così pericolosa per gli aeroplani? La cenere che rimane in sospensione nell'aria non è altro che la roccia lavica, sparata verso l'alto dalle esplosioni eruttive, che raffreddandosi si solidifca in piccolissimi "granelli". Quando un aeroplano attraversa cieli con sufficienti quantità di cenere possono verificarsi problemi molto gravi, primo tra tutti il blocco dei motori. La causa è semplice: le turbine dei motori lavorano a temperature prossime ai 1500 °C. Un tale calore è in grado di far fondere nuovamente la cenere che si attacca alle turbine incrostandole e impedendone la rotazione.
La storia recente dimostra che decine di voli hanno avuto problemi legati alla presenza di cenere vulcanica nell'atmosfera. Il caso più eclatante, ma per fortuna senza conseguenze, si verificò il 24 giugno 1982 in Indonesia. Il vulcano Galunggung aveva riversato nei cieli una grossa nuvola di cenere, simile a quella del vulcano Eyjafjallajökull. Un Boeing 747 della British Airways, attraversò una zona molto ricca di cenere e all'improvviso tutti e quattro i motori si bloccarono. L'aereo perse 11.000 metri di quota prima che il pilota riuscisse a rimettere in funzione tre dei quattro motori ed effettuare un atterraggio di emergenza a Jakarta.

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